VUOLE STARE SEMPRE IN BRACCIO



‘Mio figlio ha 4 mesi e vuole sempre stare in braccio, appena lo metto giù piange e strilla, appena lo riprendo smette di piangere. Che cinema! Fuori questione di viziarlo! Deve imparare a giocare da solo e ad essere autonomo!


Perchè i neonati vogliono sempre stare in braccio ? É giusto assecondarli?

Ci hanno sempre detto e ripetuto di non tenerli troppo in braccio per non viziarli. Poi sarà troppo dipendente da noi e deve imparare a giocare e stare da solo.


Ad oggi, grazie alle ricerche scientifiche, sappiamo che il contatto fisico è un bisogno fisiologico di base come lo sono mangiare, bere e dormire.

Più i cuccioli di animali sono separati dalle loro madri, più il loro tasso di cortisolo (ormone dello stress) aumenta. anche le madri hanno un tasso di cortisolo più elevato quando sono separati dal loro neonato.

È anche per questo che sentire piangere nostro figlio ci rende preoccupate e tese. Prenderlo in braccio, fa calmare entrambi.


Perché ?

Grazie al contatto fisico, il nostro cervello e quello del neonato secerne l’ossitocina.

Questo ormone chiamato anche l’ormone dell’amore, agisce sullo stato emotivo, diminuisce la sensazione di paura e aumenta il senso di benessere.

È un vero e proprio ansiolitico naturale, infatti abbassa il cortisolo (ormone dello stress) che è tossico, in quantità elevate per il cervello in formazione dei nascituri. Grazie alla produzione di ossitocina quelle strutture che partecipano alla produzione dello stress, ossia l’amigdala, il sistema nervoso simpatico e la surrenale, si mettono a riposo. Il cortisolo e l’adrenalina diminuiscono e noi come loro siamo più calmi e tranquilli.


Ma non è finita qui

Quando il neonato è avvolto teneramente nelle braccia dell’adulto, il suo cervello produce un’altra molecola molto imnportante : la ‘brain-derived Neuurotrophiq Factor (BDNF) o anche ‘fattore di crescita neurale’. Questa proteina è vitale per lo sviluppo cerebrale e la sua plasticità. La BDNF è stata oggetto di numerosi studi recenti che mostrano che un alto numero di disturbi comportamentali, sono correlati a dei cambiamenti nell’espressione della proteina di questo gene.

Tenere in braccio il neonato fa produrre questa molecola che agisce regolando lo stress e influendo anche sullo sviluppo dell’ippocampo, ossia la struttura cerebrale implicata nella memoria e nell’apprendimento. Più il neonato cresce ad alto contatto, meglio sarà in grado, da grande, di regolare le sue reazioni di fronte ad uno stress.

La conferma dei benefici di tenere in braccio il bambino, arriva anche Tetsuo Kida, ricercatore giapponese e Malin Bjornsdotter, ricercatore svedese, che nel 2013 e nel 2014, hanno studiato gli effetti del contatto affettuoso sul cervello dei bambini. Mostrano che lo stare a contatto col neonato attiva un certo numero di strutture cerebrali e fa maturare la corteccia prefronatale, una parte essenziale del cervello.


Un’ultima piccola curiosità…

Una madre amata durante la sua infanzia, avrà un tasso di ossitocina molto elevato durante la gravidanza e non avrà difficoltà a a dare dell’affezzione a suo figlio.

Una madre maltrattata o ignorata nella sua infanzia invece, avrà un tasso molto più basso di ossitocina durante la gravidanza e avrà molta difficoltà a dare dell’affezzione al suo bambino se non avrà avuto la possibilità di resilienza. Per resilienza si intende la capacità di far fronte in maniera positiva agli eventi traumatici e di riorganizzare positivamente la propria vita.

nel caso non ci fosse stata la possibilità di rielaborare il tutto, niente panico! Avete la fortuna di avere un neonato che vi insegnerà come fare! Respirate e contate fino a venti con il vostro neonato contro di voi : è fisiologico, l’ossitocina comincerà a fare il suo effetto!

È opportuna sottolineare che questa produzione di ossitocina è importantissima perchè permetterà un ritorno d’amore in seguito e viceversa.

Un bambino trascurato secreterà pochissima ossitocina e per lui amare sarà molto difficile. Ma questa capacità di amare, può essere risvegliata lungo il percorso della vita grazie all’amore di un altro essere umano.

Quindi nulla è irreversibile.


E per quanto riguarda i papà ?

Una volta che i papà si ritrovano il figlio tra le braccia anche in loro avvengono dei picchi di produzione di ossitocina e prolattina, che agiscono sull’amigdala, il centro emotivo del cervello, e condizionano sentimenti e pensieri nei confronti dei nuovi nati. Quindi ben vengano i papà ad alto contatto!


Ok, ma… tenerlo sempre in braccio, non rischia di ritardare il suo sviluppo motorio ?

No, I bambini portati in fascia per esempio, hanno un ottimo sviluppo motorio. Camminare è soprattutto una questione di equilibrio e quando un neonato è portato contro il genitore, il suo orecchio interno, sede dell’equilibrio, è molto stimolato. Tenere in braccio un bebè è costruire il suo equilibrio fisico affettivo e mentale.


Ma se lo tengo sempre in braccio…non si staccherà più da me !

Al contrario, più si riesce a riempire il bagaglio affettivo del neonato/bambino, più lui di conseguenza , acquisirà una sicurezza affettiva che gli permetterà di ‘staccarsi’ in autonomia. Perchè saprà che la sua così detta ‘base sicura’ ci sarà sempre, soprattutto in caso di bisogno.


In concreto…

Per molti genitori, tenere perennemente in braccio il neonato crea disagi posturali o mal di schiena.

Niente paura ! Ci sono vari modi per coccolarlo !

• Sicuramente il migliore di questi è tenerlo in fascia. Consiglio di contattare una consulente per provare le varie fasce e capire come legarle correttamente. Per ognuno di noi c’è una fascia che si presta meglio dell’altra.

• È consigliato anche massaggiare il bebè, benefico soprattutto per quei piccolini che hanno problemi di costipazione

• Guardarlo…giocare con gli sguardi. Allan Shore, sostiene che guardare e sorridere ai neonati li aiuta più di ogni altra cosa a sviluppare il loro cervello. Sono gli sguardi che trasmettono messaggi positivi a stimolare le risposte vitali fisiologiche per lo sviluppo del cervello sociale e dell’intelligenza emotiva.

• Anche nel cambio sul fasciatoio i movimenti possono essere armoniosi e dolci per ricreare un momento di scambio e tenerezza con il nascituro


In conclusione

Come dare torto al neonato che richiede contatto fisico ?

Questo contatto per neoanto è vitale. Fornisce tutte le condizioni per uno sviluppo ottimale delle competenze sociali, affettive e intellettuali e cerebrali e conduce anche al benessere della persona che diventerà, fornendogli una solida base sulla sfera affettiva e relazionale.

Per approfondire…


Infanzia e neuroscienze

Gueguen C. ‘ Pour une enfance heureuse’, Paris, édition Robert Laffont, 2014

Gueguen C. ‘Vivre heureux avec son enfant’ Paris, édition Robert Laffont, 2019

Filliozat I. ‘Au coeur des émotions de l’enfant ’, Poche, 2019

Gonzalez C. ‘Bésame mucho’, Coleman Editore, 2017

Bortolotti A. ‘E se poi prende il vizio ?’ Il leone verde, 2010

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