UNA SCULACCIATA NON HA MAI FATTO MALE A NESSUNO

"Una sculacciata non ha mai ucciso nessuno"


Vi racconto una storia...


"Sai, mia moglie ieri sera mi ha tirato uno schiaffo perché non ho riordinato i calzini"


"Il mio fidanzato ieri mattina mi ha dato una sberla perché mi sono comprata una borsa troppo costosa"


"Stamattina a lavoro ho discusso con un collega, mi ha fatto così arrabbiare perché si era intestardito su una cosa che gli ho dato uno schiaffo"


"Due ore fa sono andata trovare mamma, quell'incapace da quando si è ammalata non trattiene più la pipì e se l'è fatta addosso, le ho dato uno schiaffo così capisce che non lo deve fare"


"La settimana scorsa il cane ha morso il divano, le ha prese così impara"


Cosa ne pensate?

È lecito? È educativo?

Perché quando parliamo di adulti, di animali ecc anche una sberla, una tirata di capelli è violenza mentre nei bambini giustifichiamo sempre?


Ora vediamo questi scenari:


"La mamma mi ha dato uno schiaffo perché ho rovesciato la tazza del latte ed era molto arrabbiata"


"Il papà mi ha dato una sberla perché al supermercato volevo le caramelle, mi sono messo a piangere e mi ha dato uno schiaffo"


"Ieri ero a scuola, un mio compagno mi ha morso un dito, io mi sono arrabbiato tanto così gli ho dato uno schiaffo"


Siamo cresciuti tutti a suon di ciabatte, schiaffi e sculacciate.

Ma davvero si educa così un bambino?

Andiamo a vederlo nel dettaglio...


La corteccia prefrontale di un bambino matura a 25 anni, prima di questa età non si è in grado di gestire le proprie emozioni, non abbiamo pieno autocontrollo e sopratutto non abbiamo il senso critico di un adulto.

La capacità di imparare ad essere empatici, rispettosi, si sviluppa in questa fase della crescita e tutto quello che il bambino apprende come una spugna, viene dall' ESEMPIO.


Alcune volte i bambini vanno in crisi e scatta per loro questo senso di allerta, questo momento di stress molto forte che non riescono a razionalizzare (crisi di pianto, urla, scenate varie).


In questi casi la differenza la facciamo noi adulti che, essendo appunto adulti, abbiamo maturato emotivamente, possiamo con EMPATIA controllare la situazione, tranquillizzare il bambino e dopo che si è calmato sarà aperto al dialogo e sarà RICETTIVO rispetto a quello che noi vogliamo insegnargli.


Vi interessa la seconda parte del post?

Vi vorrei parlare degli atteggiamenti positivi che potete avere per superare le crisi ed educare il bambino senza alzare le mani...


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