ANNEGAMENTO

Oggi parliamo di annegamento e sicurezza in acqua sia per ADULTI sia per BAMBINI

Vediamo intanto un po' di teoria e alla fine del post vi metto le 10 regole di sicurezza in acqua!


In europa ci sono 28mila casi all'anno di annegamento che risultano fatali, di questi la maggior parte sono soggetti giovani.

Centinaia di migliaia i casi di lesioni anche permanenti dovute a cadute o eventi traumatici in acqua.


Cose fondamentali da fare prima di nuotare


La cosa fondamentale è quello di aumentare e migliorare le capacità di nuoto dei bambini e dei ragazzi. Questo significa insegnar loro a nuotare fin da piccoli senza usare dispositivi utili al galleggiamento che non favoriscono l'apprendimento delle nozioni basi in acqua (primo fra tutti il galleggiamento).

Da questo punto primario passa tutta la formazione e la catena di interventi, che non possono essere sempre rapidi e sempre efficaci. Anche in caso di incidente, malore o problema in acqua, la capacità di nuotare e tenersi a galla può aiutare a recuperare secondi preziosi affinché un astante o un bagnino raggiunga la vittima per il salvataggio.


Il secondo punto fondamentale è garantire la sicurezza delle spiagge libere con sistemi di sorveglianza adeguati.

E’ quindi fondamentale attivarsi sulle spiagge libere affinché si prevengano gli incidenti di annegamento e avviare nuove campagne a livello nazionale affinché gli adulti pongano maggiore sorveglianza e controllo sui bambini, impedendo a questi ultimi di mettersi in condizioni di rischio.


Poi c’è un discorso amministrativo, dove le zone balneabili devono essere presidiate da personale – quando possibile – o da adeguata cartellonistica informativa. Il pubblico in generale deve accedere alle spiagge libere dopo aver ricevuto informazioni esaurienti con un’apposita cartellonistica circa la presenza della sorveglianza e di un’organizzazione territoriale del soccorso e sugli eventuali pericoli intrinseci delle spiagge (correnti di ritorno, formazione di buche, mulinelli).


Oggi l’annegamento è l’ottava causa di morte per i bambini e gli adolescenti sotto i vent' anni.

Bisogna fare attenzione ai bagni nei fiumi, nei canali, nei laghi, nei torrenti e in aree assolutamente non presidiate sono diventati sempre più numerosi e quindi anche i rischi di morte sono aumentati. La spavalderia dei giovani, la scarsa o nulla conoscenza dei pericoli che si corrono in acqua, poche abilità nel nuoto o il consumo di alcol prima o durante l’attività di balneazione sono i maggiori problemi che possono portare alla morte in acqua per annegamento.


un pericolo sono anche le cadute accidentali in acqua.

Fra il 2012 e il 2015 i morti fra i bambini nella fascia di età 0-4 anni sono stati 27. Il problema della sorveglianza e delle barriere fisiche in questi casi è molto importante. Non bisogna mai lasciare da soli bambini sotto i 4 anni di età in acqua, qualunque sia il livello dell’acqua in cui il piccolo nuota.

Il 25% degli annegati in Italia fra il 2012 e il 2015 è stato invece composto da ragazzi sotto i 18 anni di età. Stiamo parlando di 300 vite, con un maggiore tasso di morte fra i maschi.


Comportamenti più inclini al rischio

tendenza alla sopravvalutazione delle proprie capacità

maggior propensione al consumo di alcol prima di fare il bagno

tuffarsi in acqua fredda dopo aver mangiato molto (non si intendono le classiche 3 ore da aspettare prima di fare il bagno, questa cosa non è corretta, ho già fatto un psot su questo di recente)


Le 10 regole d’oro per prevenire l’annegamento


Non nuotare mai da soli: assicurarsi sempre che qualcuno vi stia guardando o sia nel vostro campo visivo. Questa regola vale anche per gli adulti

Impara a nuotare: fin dai primi mesi di vita i neonati possono già prendere lezioni di acquaticità. Gli adulti che non sanno nuotare dovrebbero prendere anch’essi lezioni.

Impara a salvare vite: Se tu impari a salvare una persona che sta annegando, sarai utile in caso di bisogno. Saper fare le manovre rianimative e la CPR è fondamentale in caso di emergenza.

Guarda e chiedi aiuto ad altri: Cerca di prestare sempre soccorso con qualcun’altro. Chiama aiuto se sei da solo e vedi qualcuno in pericolo. NON SOCCORRERE MAI DA SOLO

Porta con te un giubbotto di salvataggio! Non fidatevi dei gonfiabili: sono fatti per giocare, non per salvare una vita.

Assicuratevi che l’acqua sia sicura e balneabile: L’acqua è priva di rischi? Puoi vedere il fondo? C’è qualcuno che ti guarda? Sono domande che devono essere sempre fatte perché si eviti il rischio di annegamento.

Controlla la piscina: Ci sono dei cancelli o dei varchi controllati per l’accesso? C’è una vasca coperta da una protezione in plastica? Se non c’è controllo o ci sono tappetti gommosi di copertura, i bambini potrebbero facilmente entrare in acqua e diventare invisibili.

Non tuffatevi mai di testa

Individuate l’assistente di salvataggio o il supervisore.

“Raggiungi e lancia – non saltare!” – Non provate mai a salvare qualcuno saltanto in acqua da soli, rischiate di porre due persone in pericolo. Lanciate un salvagente, o una cima, oppure tendete alla persona in pericolo un bastone. Urlate più forte che potete per chiamare aiuto, e fate chiamare a qualcuno il 112.

Non immergetevi o fate immersioni in acque torbide poco profonde. Chiedete al bagnino o a un familiare che conosce la zona se è sicuro immergersi in un’area non presidiata con acque poco profonde. Non immergetevi se non c’è nessuno a cui chiedere.

Osservate sempre i principi di base della sicurezza: non correre, non mangiare troppo, non a piedi nudi, non con pioggia o temporali, non senza sorveglianza

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E per i nostri bambini?

I bambini rischiano di annegare anche in 5cm di acqua quindi anche nella vasca da bagno a casa. Dovete essere sempre presenti da quando iniziate a riempire la vasca fino a quando non è svuotata completamente. In piscina, al mare, al lago ovunque dovete essere sempre vicini al bambino non va mai lasciato solo nemmeno per pochi secondi.

Attenzioni alle fontane o abbeveratoi per animali.

Coprite sempre le piscine a casa quando il bambino ha finito il bagno, tantissimi bambini annegano cadendo dentro per errore.

Imparate le manovre di rianimazione cardiopolmonare e agite subito con la catena della sopravvivenza se dovesse succedere un evento imprevisto, in caso di arresto cardiaco, agire tempestivamente vi dà il 75% di recuperare la persona.


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